Un domicilio digitale su cui ricevere tutte le comunicazioni dalla PA, Identità Digitale per accedere ai servizi, pagamenti elettronici anche dallo smartphone.
La sera del 20 gennaio 2016 il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi e con l’approvazione in esame preliminare dei suoi primi 11 decreti attuativi, ha dato ufficialmente il via alla Riforma della Pubblica Amministrazione (o Riforma Madia). Tra questi, uno schema di Decreto Legislativo che introduce una serie di modifiche e integrazioni al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).
Semplificando e razionalizzando i contenuti del codice precedente, la nuova norma promette di cambiare per sempre, e in meglio, il modo in cui aziende e cittadini interagiranno con gli uffici della Pubblica Amministrazione a partire dal 1° luglio 2016.

Vediamo dunque i principali temi su cui è intervenuto il nuovo CAD e con quali novità.
“DIGITAL FIRST”
In base al principio del digital first, da quando il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale entrerà in vigore, alla fine di un processo di progressivo switch off delle procedure analogiche, le Pubbliche Amministrazioni saranno obbligate a produrre e trasmettere i propri documenti esclusivamente in modalità elettronica e in formato digitale.
DOMICILIO DIGITALE
Possiamo considerare il domicilio digitale una sorta di cassetta della posta virtuale, corrispondente ad un indirizzo di Posta Elettronica Certificata o altro servizio di recapito qualificato, che diventerà il mezzo esclusivo su cui ricevere (ma anche inviare) comunicazioni e documenti da parte della Pubblica Amministrazione. Chi è già in possesso di un servizio di recapito qualificato (ad es. una PEC) potrà fare di questo il proprio domicilio digitale comunicandolo al proprio Comune di residenza
IDENTITÀ DIGITALE E SPID
L’Identità Digitale e SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.
SPID darà a cittadini e imprese la possibilità di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione con un unico sistema di credenziali e da un’unica piattaforma. Se nella versione precedente del CAD l’utilizzo di SPID come strumento di identificazione informatica per accedere ai servizi in rete delle PA era posto in secondo piano rispetto a quello della Carta di Identità Elettronica (CIE) e della Carta Nazionale dei Servizi (CNS), il nuovo testo inverte la prospettiva affermando il ruolo centrale di SPID.